Confine aperto e confine chiuso nella storia

di Michela Salvati, Marta Santoni, Eleonora Spizzichini /

Il tema del confine è un argomento utile per tracciare le storie passate e odierne dei popoli. La ricchezza semantica della parola “confine” si identifica con diverse accezioni, in quanto può, nello stesso tempo, dividere, proteggere e unire.

Esempi evidenti di confine che significano dividere sono, per quanto riguarda il passato, il Muro di Berlino, Muro.di.Berlinomentre sono, per quanto concerne l’attualità, Ceuta-Melilla, confine tra Marocco-Spagna), Peace Lines, a Belfast, tra cattolici e protestanti, il confine Usa-Mexico, la Linea Verde, tra la Repubblica di Cipro e la Repubblica Turca di Cipro, termine che ora definisce un confine provvisorio tra due parti in conflitto.

In altre situazioni e contesti, il confine svolge un compito di protezione per molti popoli, ciò è accaduto soprattutto nel passato, come, ad esempio, per la Grande Muraglia Cinese o il Vallo di Adriano.

Tra i vari tipi di muri di confine, richiamiamo qui il Muro del Pianto di Gerusalemme in quanto testimonianza di un passato ancora vivo che diviene simbolo religioso e occasione di comunanza tra i popoli, oltre che di separazione. Il muro, infatti, segna anche il confine nella Città Santa tra la parte ebraica e quella mussulmana, e concretamente separa la zona della preghiera ebraica dalla spianata delle moschee.

Muro.del.pianto.Gerusalemme

Alcuni confini nella storia del ‘900 non separavano solo due popoli diversi. Infatti, nella Germania nazista, il filo spinato filo.spinatodivideva anche concittadini che furono separati sulla base  di una ideologia per la quale vi era una “razza ariana” considerata superiore. Si veniva così a creare una divisione tra la vita al di fuori dei campi di morte in cui venivano rinchiusi i non ‘ariani’, e quelli dei campi in cui si procedeva all’annientamento dell’umanità, come scrive Hannah Arendt, nell’ottica della formazione di un “uomo nuovo”.

I confini non sono espressi in un senso fisico, ma anche in senso psicologico-emotivo, da un lato ci sono i limiti che si stabiliscono o ci sono talvolta nell’evolversi e nell’attuarsi del proprio essere, oppure invece ci sono i limiti che diventano occasione per superare i limiti dell’io individuale. Tra le emozioni, la paura può essere motivo di chiusura o invece, come nel caso della resistente Etty Hillesum, divenire motore che eleva il proprio animo, fungendo da “balsamo per molte ferite”, per alleviare le sofferenze altrui (Diario di Etty Hillesum).

Il confine non ha quindi solo un’accezione negativa, in quanto offre anche opportunità di incontro e di relazione con l’alterità. L’incontro con l’altro permette il suo riconoscimento, come testimoniano anche le pagine de L’infanzia dietro il filo spinato, libro che permette una riflessione attenta sull’aiuto reciproco che è possibile tra  “diversi”, esseri umani così definiti dalle leggi di Norimberga del 15 settembre 1935.

La poesia “Fratelli di Giuseppe Ungaretti mostra un altro esempio del concetto di confine come soglia. Fin dal primo verso “Di che reggimento siete fratelli?”, il legame affettivo, riconosciuto dalla fratellanza, supera le divisioni, imposte dalla guerra e apparentemente insormontabili. Così accadde nella notte santa del 1914, quando gli eserciti inglesi e tedeschi deposero le armi in Francia, unendosi in un unico coro natalizio e trovando nel latino della canzone Adeste Fideles un’occasione di superamento delle differenze culturali. Come nella poesia di Ungaretti, così anche ne L’infinito di Giacomo Leopardi, il limite della siepe diventa occasione di riflessione e immaginazione da parte dell’autore ed è spazio del desiderio umano dell’oltre.